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SOLIDARSCUOLA 2018

Venerdì 2 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’Ist. Sup. Gastaldi-Abba classe 3°AI presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell’Ist. Sup. Gastaldi-Abba classi 2°E-3° BI presso la sede di Music for Peace

Con la visita odierna delle classi 3AI,3BI e 2E dell’Istituto superiore Gastaldi-Abba, si conclude la quarta settimana del progetto educativo Solidarscuola 2018. ... leggi tutto

Il bilancio è sicuramente positivo soprattutto se prendiamo in considerazione le classi della scuola primaria, e quelle della scuola secondaria di primo grado .

Qualche perplessità invece, sorge quando viene preso in esame l’approccio delle scuole superiori. Anche oggi abbiamo avuto la conferma del fatto che più si diventa grandi, più cresce la diffidenza e il disinteresse per le tematiche di tipo sociale. Questo è un aspetto che dovrebbe preoccuparci tutti. Tuttavia, va anche considerato il fatto che quando si riesce ad andare oltre quella coltre di sfiducia che i giovani hanno nei confronti della società, si riesce a scorgere nei loro pensieri una grande umanità e tanta voglia di cambiare le cose.

La presentazione di oggi è stata la più difficile sino ad ora. Abbiamo dovuto alzare i toni per riuscire a ricevere la dovuta attenzione, ma nel momento in cui siamo riusciti a mostrargli in modo concreto che il nostro modo di operare non è un mondo fatto di parole, ma di gesti reali, il loro comportamento è cambiato radicalmente.

Si sono emozionati nel confezionare i “pacchi famiglia” per la missione umanitaria di questa estate.Quando a bordo del Solidarbus, abbiamo presentato loro la mostra fotografica riguardante la missione umanitaria effettuata a Gaza nel 2017,si sono indignati, e infuriati alla vista degli effetti devastanti di quelli che i media chiamano erroneamente “danni collaterali”.In Aula Vik ci siamo ritrovati inaspettatamente a dibattere e confrontarci su argomenti delicati come la pena di morte, il diritto ad avere una casa dignitosa, schiavitù e apartheid, proviamo a provocarli. Sosteniamo che qualcuno debba averne più di altri. Che questa sia la nostra opinione e che debba essere rispettata. I ragazzi e le ragazze non ci stanno. Sono inamovibili. Il nostro è razzismo. Prima Gabriel e poi Stefano si ribellano in prima persona a questa nostra “teoria”. Noi insistiamo. Non arretrano. Alziamo la vovce e mettiamo sul piatto il nostro ruolo di educatori. Nulla, i due ragazzi ci fronteggiano senza timore. “Questa non è un’opinione, questo è razzismo” dichiarano. Improvvisamente i nostri volti mutano, poniamo fine alla provocazione, abbassiamo i toni e ci complimentiamo con loro. “Bravissimi. Non si deve mai abbassare la guardia contro il razzismo”. Sia gli allievi sia gli insegnanti tirano un sospiro di sollievo per una situazione che li aveva grandemente spiazzati.

La giornata non poteva concludersi in modo migliore, soprattutto dopo l’inizio infelice.

Chiudiamo citando M. L. King.

“In questa generazione ci pentiremo non solo per le parole e per le azioni delle persone cattive, ma per lo spaventoso silenzio delle persone buone”

Cittadini del mondo

Giovedì 1 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’I.C. Avegno-Camogli-Recco-Uscio presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell’Ist. Sup. Mazzini-Da Vinci di Savona presso la sede di Music for Peace

Il traffico del capoluogo ligure oggi non è stato benevolo nei nostri confronti. O meglio, nei confronti della classe 1A della scuola media dell’I.C. Avegno- Camogli-Recco-Uscio, che è rimasta imbottigliata nel traffico mentre cercava di raggiungere la nostra sede. ... leggi tutto

Dato il contrattempo, iniziamo la visita del primo turno con un discreto ritardo. Abbreviamo quindi la presentazione e ci mettiamo subito all’opera, per cercare di recuperare minuti preziosi. Ci rechiamo in Aula Vik, dove tramite dei video girati direttamente dai volontari di Music for Peace, mostriamo ai ragazzi e le ragazze le condizioni nelle quali versano le scuole in Sud Sudan e a Gaza. Le reazioni sono d’incredulità. Qualcuno ci domanda se le immagini siano davvero reali. Qualcuno rivaluta enormemente la propria scuola.

Il più destabilizzato dai filmati pare essere Gabriele. Prima commenta la situazione in Palestina con:” Butterei giù quel muro, non è giusto tenerli rinchiusi. Sono ragazzi come noi”, poi sempre Gabriele aggiunge:” Dopo aver visto questi video mi viene voglia di aiutare chi è più sfortunato di me”.

Conclusa la prima parte, dedicata maggiormente ai diritti umani e alla mondialità, iniziamo la seconda fase per una parte più pratica. Ci rechiamo in magazzino, dove come di consueto, confezioniamo insieme agli studenti i “pacchi famiglia” che verranno distribuiti in missione. Ad operazione conclusa Elena ci confida: ”Mentre facevo il pacco pensavo a chi l’avrebbe aperto”. Beatrice aggiunge:” A volte dovremmo pensare di essere al posto di chi è meno fortunato. Dovremmo metterci nei loro panni”. Cercavamo da questi ragazzi un gesto consapevole. Crediamo di averlo trovato.

Ci lasciamo e ci promettiamo di rivederci a Giugno per il Che Festival.

Lasciato il primo gruppo ci accingiamo ad accogliere la 1F dell’Istituto Superiore Mazzini-Da Vinci di Savona.

Solitamente quando incontriamo i ragazzi delle superiori, prima d’iniziare la visita del compound dobbiamo abbattere il muro d’imbarazzo e di diffidenza che li circonda. Oggi però, fortunatamente non è stato così. I ragazzi e le ragazze sono da subito molto curiosi e attenti. Ci pongono tantissime domande. La maggior parte delle quali riguardanti le missioni compiute negli anni da Music for Peace. Non sono le solite domande del tipo “Quanto dura una missione?” o “Quando partite?”. No, loro vogliono giustamente metterci alla prova. Cercano di capire come possa un’associazione che non raccoglie denaro dal privato cittadino, riuscire a compiere viaggi simili. Siamo felici che ci porgano queste domande, perché ci danno la possibilità di condividere il nostro modo di agire e di vedere il mondo. Spieghiamo loro che il nostro sogno utopico è quello di arrivare un giorno a non dover aver bisogno di denaro. Per ora però, fin dove possibile, prediligiamo finanziare i nostri progetti adottando la politica del “cambio merce” con le imprese. Dove invece ciò non è possibile, cerchiamo la collaborazione di Istituzioni e aziende, a cui in cambio diamo un ritorno d’immagine.

La visita prende una svolta più matura. Il momento più toccante lo raggiungiamo quando vengono mostrate loro le dure immagini di quelle che erroneamente il mondo definisce “danni collaterali”.

Nessuno proferisce una parola, ma i loro visi parlano per loro.

Barbara ci saluta con un pensiero:” Siamo fortunati e a volte non ce ne rendiamo conto. Porterei col cuore un pacco di farina a chi è in difficoltà” e ancora “Se un giorno mi trovassi in difficoltà, vorrei che qualcuno pensasse a me”.

Ci salutiamo con la speranza di potersi rivedere al Che Festival.

Cittadini del mondo.

Mercoledì 31 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’ Ist. Sup. Majorana-Giorgi presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell’ IC Sestri Est Scuola Primaria Tommaseo presso la sede di Music for Peace

Oggi abbiamo incontrato i ragazzi e le ragazze della 3AST e 3BST del Giorgi-Majorana e al secondo turno la 2A e 3B dell’I.C. Sestri Est.
L’approccio con i ragazzi delle superiori solitamente è caratterizzato da una buona dose di diffidenza, oggi però, a tratti è parso di leggere anche un pizzico di ostilità.
Nessuna domanda, nessuna curiosità. ... leggi tutto

Ogni informazione sembrava rimbalzare su una corazza. Forse anche peggio. Attraversarli senza alcuna reazione. Questo, chiaramente, non ci ha distolto dall’impegno: informare e sensibilizzare le nuove generazioni su tematiche fondamentali quali la solidarietà e la socializzazione.

Ad un certo punto però, l’armatura è venuta meno. A farlo sono dei cartelli informativi. Distribuiamo loro queste schede, che i docenti delle scuole di Gaza mostrano tutte le mattine ai loro studenti. Si tratta delle istruzioni alle quali gli allievi si devono attenere nel caso in cui debbano trovarsi dinanzi a degli ordigni inesplosi, mine antiuomo o bombe create per colpire direttamente i bambini.

La situazione in classe cambia di colpo. Catturiamo la loro attenzione. Elia chiede se fabbricare bombe di questo tipo sia legale. Qualcuno ancora più incredulo chiede se quei cartelli informativi siano reali. Purtroppo la risposta è sì. Da questo momento la situazione si ribalta. Sono loro a parlare e confrontarsi e noi in restiamo in silenzio ad ascoltarli. Gli argomenti spaziano dai dai diritti umani, alle possibili soluzioni che si potrebbero attuare per aiutare chi è in difficoltà. Dalla guerra, al concetto di solidarietà. Batik che era rimasto in silenzio sino a quel momento, prende la parola. Lui arriva dalla Russia, la guerra l’ha vista in prima persona e condivide con noi qualche suo ricordo. Non aggiungiamo altro, siamo felici di averli scossi dal torpore.

Il clima con i ragazzi del secondo turno, com’è normale che sia vista la loro età, è decisamente più disteso, più disincantato.

Le stesse domande poste ai ragazzi di prima, trovano ora delle risposte.

Giada è netta:” Quando si è più fortunati bisogna voltarsi e aiutare chi è più indietro”.

Naja le fa eco:” Noi siamo il futuro. Noi possiamo cambiare le cose”.

Questo è lo spirito che si respira mentre la classe svolge le varie attività. Mentre confezionano i “pacchi famiglia”, mentre lasciano su gli stessi pacchi la loro firma, un disegno o un messaggio di solidarietà. Mentre visitano il magazzino “Dalla gente per la gente”, il progetto che si occupa di dare assistenza alle famiglie del territorio. Mentre interpretano il profilo del personaggio assegnato loro durante il gioco di ruolo.

Il termine che riecheggia più spesso durante la visita è “cambiamento”.

Cambiare il mondo in cui viviamo è difficile, molto difficile, ma non impossibile. Finiamo a parlare della schiavitù, della condizione dei neri nei campi di cotone, qualcuno cita Rosa Parks. Arriviamo sino a Barack Obama.

Prima di salutarci con una foto ricordo tutti assieme, promettono di attivare una raccolta nel loro istituto. Raccolta che verrà allargata a tutti i loro amici e conoscenti, in modo da formare una catena invisibile che possa “cambiare” la vita di chi è stato meno fortunato.

Cittadini del mondo

Martedì 30 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’ IC San Giovanni Battista presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell’ IC San Giovanni Battista presso la sede di Music for Peace
Ore 14:00 appuntamento con gli studenti dell’ IC San Giovanni Battista presso la sede di Music for Peace

Quando un uomo ha grossi problemi dovrebbe rivolgersi ad un bambino; sono loro, in un modo o nell’altro, a possedere il sogno e la libertà.
(Fedor Michajlovic Dostoewskij) ... leggi tutto

Non potrebbero esserci parole più adatte per descrivere una giornata simile.

A farci visita oggi sono venute le classi 3A, 3B e 4B dell’I.C. San Giovanni Battista di Genova.

Due classi nella mattinata e una classe nel pomeriggio.

E’ impossibile condensare in poche righe tutte le corde dell’anima che questi piccoli-grandi uomini ci hanno toccato. Ma ci proveremo ugualmente.

Per vivere in un mondo migliore, basterebbe rivolgersi a loro. Spazzerebbero in un battito d’ali qualsiasi ingiustizia dalla faccia della terra.

Per loro è tutto semplice, tutto facile.

Durante la consueta presentazione, Cristian ci domanda candidamente:” Ma se siamo tutti uguali, perché i bambini devono andare in una scuola distrutta dalle bombe?”. Rispondere a tali domande senza scadere in risposte scontate è quasi impossibile.

Raul accorre in nostro soccorso e spiega ai suoi compagni che il mondo è vittima di uno sbilanciamento evidente. Chi ha troppo e chi ha troppo poco. Ma per fortuna ci sono persone che si adoperano ogni giorno per riequilibrare la situazione.

Pensare che questi bambini abbiano solo nove-dieci anni sembra incredibile.

Iniziamo le varie attività. C’è chi si reca in magazzino a confezionare i pacchi famiglia che verranno destinati alla missione umanitarie di questa estate, chi a visitare il Solidarbus per guardare la mostra fotografica della missione effettuata a Gaza nel 2017, chi in Aula Vik per affrontare tramite attività ludiche tematiche impegnative come i diritti umani.

La loro partecipazione è straordinaria.

Proviamo a provocare i ragazzi. Affermiamo che è giusto che le persone che nascono in Italia, debbano avere più diritti di altre persone che nascono in altri stati.

Riccardo è perentorio:” Questo è razzismo!”. Semplice.

La fine del progetto educativo oggi è dedicata al disegno. Ad ognuno dei partecipanti viene richiesto di rappresentare graficamente su un foglio di carta, il diritto umano che ritengono più importante.

Al momento della distribuzione dei pennarelli però, compiamo delle vere e proprie discriminazioni.

Ad un bambino diamo un pennarello, ad un altro due, a qualcuno dieci, ad altri nessuno.

Dopo un momento di smarrimento dovuta alla palese disparità, si organizzano e ci mettono un secondo a cancellare l’evidente ingiustizia. Awa propone:” Non c’è problema. Mettiamo tutti i pennarelli per terra e chi ne ha bisogno ne usufruisce”.

Solidarietà, condivisione, socializzazione, uguaglianza tutti sostantivi che quando vengono sfiorati dalla magia dei bambini tornano ad assumere il loro vero significato.

Cittadini Del Mondo

Lunedì 29 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’ Ist. Sup. Vittorio Emanuele Ruffini presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell’ I.O. Convitto Colombo presso la sede di Music for Peace

Uno dei molteplici aspetti positivi che riguardano il nostro “lavoro” è la fortuna d’incontrare quotidianamente tantissimi studenti. Il termine “lavoro” tuttavia non è del tutto appropriato, almeno nel nostro caso. ... leggi tutto

Passione, scelta di vita, vocazione: questi sarebbero forse i termini più giusti. Ogni giorno incontriamo tante facce nuove, ognuna con la propria storia, ognuna con la propria esperienza. Nessuna giornata è mai identica alla precedente, ogni ragazzo e ragazza che passa a trovarci ci lascia qualcosa. Anche oggi è stato lo stesso. È iniziata la quarta settimana del progetto educativo, ma sembra il primo giorno.

Alle 9:00 varca il cancello di Music for Peace la 1AG dell’ Istituto Superiore Vittorio Emanuele II-Ruffini.

Con i ragazzi e le ragazze di queste classi si denota sempre un certo imbarazzo iniziale, sicuramente dettato dall’età. Oggi però durante la presentazione, mentre spiegavamo cosa sia Music for Peace e quale sia il suo modus operandi, abbiamo avuto la percezione che oltre all’imbarazzo ci fosse un pizzico di diffidenza. Erano spiazzati dal fatto che ci siano dei volontari che dedichino tempo e forze per aiutare qualcuno meno fortunato, senza chiedere nulla in cambio.

“Music for Peace non raccoglie denaro dal privato cittadino”. Questa affermazione scatena sentimenti contrastanti. Ovviamente nessuno di loro ha il coraggio di esporsi davanti a tutti e avanzare le proprie perplessità, ma sembra quasi che abbiano la sensazione che qualcuno voglia ingannarli. È difficile dare loro torto se pensiamo che ancora non ci conoscono a fondo.

Quindi, dopo una breve presentazione, decidiamo di passare dalle parole hai fatti. Mostriamo loro il magazzino dove vengono suddivisi i generi di prima necessità che saranno portati in missione. Lo stupore dei ragazzi nel vedere un magazzino così grande e così ricolmo di alimenti è enorme.

Il cibo che si trova davanti ai loro occhi è tutto frutto di una donazione consapevole, di un’azione partecipata. Per noi la solidarietà non può essere relegata a ad un gesto privo di consapevolezza. Poco alla volta la diffidenza svanisce. Le distanze si annullano. Ci rechiamo in Aula Vik.

Qui grazie ai filmati delle missioni che Music for Peace ha portato a termine in questi anni, la classe guarda scene provenienti da una parte di mondo che troppo spesso viene dimenticata. Riusciamo a coinvolgerli anche sul tema dei diritti umani e le negazioni che li accompagnano.

Prima di lasciarci e salutarci, scambiamo qualche parola con qualcuno di loro. Siamo convinti di averli colpiti. Sono bastate solo due ore.

Mame conclude con un pensiero: “ E’ un mondo ingiusto, perché non siamo trattati tutti alla pari e non abbiamo tutti le stesse possibilità”.

Alle ore 11:00 arriva il momento di accogliere la 2G e la 3E dell’ O.C. Colombo Succursale.

I ragazzi e le ragazze sono da subito molto partecipi e curiosi. Non hanno timore di prendere la parola, di commentare, di esprimere la loro opinione.

La presentazione crea spunto per parecchie domande e visto il coinvolgimento ci dilunghiamo volentieri.

Ciò che sorprende sempre degli studenti di questa età è la maturità. La consapevolezza della loro situazione di privilegiati. Si rendono conto immediatamente che con loro la sorte è stata benevola e sono ben felici di potersi rendere utili per aiutare chi non è stato così fortunato.

Possono sembrare parole scontate. Ma non per noi, che abbiamo la fortuna di sentirle uscire direttamente dalla loro bocca e poterli guardare in viso mentre le pronunciano.

Chiudiamo l’intervento con un video che mostra la situazione di Gaza nel 2009, dopo l’operazione Piombo fuso. Ci soffermiamo sulle condizioni delle case o quello che rimane di esse, su quanto sia importante avere un’abitazione degna e confortevole. Riflettiamo insieme sul fatto che chiunque, in ogni parte del mondo, abbia il diritto ad averne una, su quanto sia tremendo dover lasciare il proprio nido, su quanto dolore ci sia dietro a quelle immagini. Sono tutti concordi nel dire che nessuno di loro vorrebbe abitare in un posto così. Qualcuno considera ad alta voce quanto sia inumano pronunciare parole come “Perché non tornano a casa loro?” senza essersi mai soffermati a guardare come sia davvero “casa loro”. Oualid, che era stato taciturno tutto il tempo, prende la parola è dice: “A me lo dicono spesso”.

Cittadini del Mondo

Venerdì 26 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’ I.O. Convitto Colombo presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell’ IC Teglia Scuola Primaria “Villa Sanguineti” presso la sede di Music for Peace

Con l’intervento di questa mattina terminiamo la terza settimana del progetto educativo. Al primo turno abbiamo ospitato la 2I e la 2F della scuola media Convitto Colombo di Genova. ... leggi tutto

I ragazzi e le ragazze si dimostrano da subito molto curiosi. Ci pongono tante domande riguardo l’associazione e il suo modus operandi, ma, soprattutto, i ragazzi danno anche delle risposte sorprendenti. Ad esempio, quando chiediamo loro perché Music for Peace non raccolga denaro dal privato cittadino, Rebecca risponde:” I soldi sono importanti, ma lo scopo è coinvolgere le persone!”.

La visita prosegue con la divisione delle classi in due gruppi. Una si reca prima dal Solidarbus e successivamente in magazzino.

L’altra classe, invece, si sposta in Aula Vik per “Navigando verso un nuovo continente”, l’attività ludica di avvicinamento alla Carta dei Diritti Umani.

Portiamo gli studenti a confrontarsi su varie tematiche. A volte, proviamo a provocarli. Ad esempio, dichiariamo che uomini e donne non debbano avere gli stessi diritti. Carlotta esclama indignata:” Ma per favore!”. Invitiamo tutta la classe a prendere esempio da lei e nasce un interessante dibattito sull’argomento. “Bisogna sempre essere vigili sulle ingiustizie e combatterle, senza pensare che siano conquistate per sempre” afferma Luca.

Alle ore 11:00 salutiamo gli studenti e le studentesse del Convitto Colombo e accogliamo la 4U dell’ I.C. Teglia di Villa Sanguineti. Per questi bambini, tra gli otto e i nove anni, i diritti umani sono un’ ovvietà. Il colore della pelle non ha alcuna importanza.

Quando affrontiamo il tema della guerra, domandano: “Perché vengono fabbricate le armi?” Quando invece chiediamo loro: “Perché secondo voi Music for Peace non raccoglie denaro?” rispondono: “Il cibo è più importante!”. Quando mostriamo le condizioni di vita disagiate di alcuni loro coetanei, esclamano: “Ma non è giusto!” Per loro non ci sono differenze, siamo tutti uguali e contemporaneamente tutti diversi. Siamo tutti esseri umani.

Cittadini del Mondo

Giovedì 25 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’ Istituto Superiore Chiabrera – Martini di Savona presso la sede di Music for Peace

Iniziamo dalla fine. 60 studenti del Liceo Chiabrera – Martini (classi II A, B, C, E, F) di Savona seduti uno accanto all’altro. In fronte il Solidarbus. . ... leggi tutto

Tra loro uno striscione di stoffa gialla. Sullo striscione poche parole: Verità per Giulio Regeni. Stefano Rebora ha accompagnato gli studenti nella conclusione dell’incontro raccontando il perché della voglia e della giustizia nel ricercare la verità per Giulio. Pensieri importanti. Riflessioni profonde.

Alcuni non conoscevano Music for Peace. Per questo spieghiamo loro ogni cosa, dalla fondazione dell’associazione a oggi. Ciò che colpisce i presenti è il perché nasce una realtà come questa. Il desiderio di far qualcosa per cambiare il mondo è diffuso, ma non sempre scontato. Come sempre le immagini e i racconti delle missioni catalizzano un interesse particolare. Le domande numerose. “Casa si prova quando siete in missione?”. Il discorso sarebbe lunghissimo da affrontare. I volontari di Music for Peace nei luoghi di intervento portano e distribuiscono centinaia e centinaia di tonnellate di materiale. Gli stessi volontari però si portano a casa un bagaglio di vita impagabile: sensazioni, emozioni, ragionamenti, riflessioni. Tutto rimarrà indelebile nella mente e nel cuore. Ogni minima sfumatura vissuta in mezzo al deserto o nel centro delle macerie, nelle case devastate o nelle tende dei campi di sfollati ti trasformano. Muta in ognuno di noi il grado delle priorità. Parliamo tantissimo con questi studenti che hanno preparazione e sensibilità spiccate. Il gioco di ruolo ci accompagna ad affrontare altri pensieri. Giulia impersona un ragazzo colpito da una mina la cui quotidianità è caratterizzata dall’infermità a vita. La ragazza espone il suo pensiero “la cosa più ingiusta è che non tutti possano raggiungere il proprio sogno. Tutti dovrebbero arrivarci”. Il video documentario completa l’esperienza dei ragazzi. Ognuno rimane basito per il fatto che gli esseri umani non abbiano lo stesso valore. Non tutti possono avere giornalmente cibo, cure mediche, casa, istruzione. Non tutti gli essere umani hanno gli stessi diritti. E’ difficile da comprendere, perché un essere umano è un essere umano. Questo deve essere. Indipendentemente dalla latitudine in cui si nasce.

Tutta la giornata è caratterizzata dal colore giallo, che infonde riflessioni costanti e interminabili. Come ogni giorno….un pensiero per Giulio, uno per Vittorio, uno per Rachel… tanti pensieri che si uniscono formando la speranza per un futuro migliore. Grazie ragazzi.

Cittadini del Mondo

Martedì 23 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’ IC Cornigliano Scuola Media “Volta” classi 1°C - 1°D presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti Cornigliano Scuola Media “Volta” classe 1° E presso la sede di Music for Peace

Potremmo definire la giornata di oggi “la grande mattinata Scuola Media Volta di Cornigliano”. Dalle 9:00 alle 13:00, infatti, il Progetto SolidarScuola si è rivolto alla 1C, alla 1D e alla 1E dell’Istituto Comprensivo sito a pochi kilometri da qui. ... leggi tutto

Come da programma, abbiamo accolto gli studenti raccontando in primis cosa sia Music for Peace e perché abbiamo scelto di fare solidarietà in modo differente. Successivamente, abbiamo dato il via alla visita guidata del nostro compound, approfondendo gli aspetti legati al riciclo, al riutilizzo di materiali dismessi, al rispetto dell’ambiente e alle buone pratiche di consumo consapevole. La sede di Music for Peace, infatti, è stata recuperata dopo quindici anni di abbandono. Tutti i lavori sono stati effettuati da volontari e grazie all’impiego di materiale destinato al macero. Subito dopo, siamo approdati in Aula Vik per il gioco-riflessione sulla Dichiarazione Universale dell’Uomo e del Cittadino. Il tema della casa ha colpito particolarmente i ragazzi e le ragazze. Dopo aver visto un video della missione a Gaza del 2009 e le immagini degli edifici colpiti dai bombardamenti, Matteo, tra gli altri, ha commentato come tutti dovrebbero avere una casa confortevole. “Se la mia casa fosse distrutta e io fossi costretto a scappare, vorrei che qualcuno mi accogliesse” ha aggiunto inoltre. Giada, paragonando le immagini alla sua vita quotidiana è intervenuta esclamando: “Io so che quando torno a casa da scuola trovo sempre un piatto di pasta per me. Qui se i bambini tornano a casa, non hanno niente da mangiare”. Yunas, invece, ha voluto condividere un ricordo. “Un giorno non avevo la merenda e un mio amico ha condiviso la sua con me. Il giorno dopo era a lui a non averla e io ho fatto altrettanto. Dovremmo essere tutti più uniti”. Al termine di queste riflessioni ci siamo recati in magazzino. Il messaggio che il Progetto Solidarbus si propone di divulgare, infatti, è che ciascuno di noi può fare la differenza per cercare di cambiare le cose, al fine di creare una cittadinanza attiva. All’interno del magazzino, come di consueto, abbiamo confezionato insieme parte del materiale che sarà distribuito in missione e i ragazzi, entusiasti, hanno voluto lasciare dei “messaggi” sulle confezioni. Essi, insieme agli alimentari, al materiale didattico e ai medicinali, raggiungeranno i destinatari direttamente dalle mani dei volontari. Matteo, prima di salutarci, ci ha confidato che questa esperienza è stata molto importante, gli ha permesso di riflettere su aspetti della sua vita che solitamente trascura. “Una volta mia nonna mi ha detto di regalare qualche mio giocattolo ad un bambino che non ne aveva. Io mi sono rifiutato. Ho sbagliato. Ora mi comporterei in maniera diversa”.

Non esiste modo migliore di salutarci con i ragazzi, che lasciarci con certe riflessioni.

Cittadini del Mondo

Lunedì 22 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’ IC Pontedecimo Scuola Media “Don Orengo” presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell'IC Busalla Scuola Media “Croce” presso la sede di Music for Peace

“Non mi vorrete dire che tutti dobbiamo avere gli stessi diritti, vero? Concordate con me?” con questa provocazione iniziamo l’incontro di oggi con i ragazzi e le ragazze della 1C e la 1B, della scuola media Don Orengo dell’ I.C. Pontedecimo. ... leggi tutto

Gli studenti si inalberano immediatamente e nessuno si schiera a favore di questa dichiarazione. Ci sembra il modo migliore per dare il via alla giornata e iniziare a parlare della Carta dei Diritti Umani e allo stesso tempo cercare di sottolineare le piccole pratiche quotidiane che possono aumentare la consapevolezza in ognuno di noi. Tommaso, tra tutte le cose, rimane particolarmente colpito dal fatto che i volontari di Music For Peace non abbandonino mai il carico, “Bello!” esclama “Così i pacchi non si perdono e arrivano davvero alle persone!”.
Ivan invece è felice di sapere con quanta attenzione e cura vengono preparati i materiali da consegnare. Sia che si tratti di un “pacco famiglia” destinato alla missione all’estero o di un “kit didattico” o di una “busta della spesa” destinato alle famiglie del territorio. “Se non pensi ai miei bisogni, se mi dai un aiuto che non mi serve, è come se non rispettassi la mia dignità” dichiara riflessivo.
Alle 11:00 è il turno di accogliere la 1A e la 1B della scuola media Mignanego dell’ I.C. Busalla. Anche loro sono attentissimi e ricettivi. La professoressa d’arte che li accompagna fa notare loro tutte le decorazioni interne ed esterne della nostra sede, eseguite a mano libera da un nostro volontario che ha così trasformato delle pareti gialline in un vero e proprio scorcio di Genova antica.
In magazzino, una volta finito di preparare il “pacco famiglia” viene chiesto ai ragazzi il perché del loro gesto. Perché raccogliere e confezionare il pacco per persone che non si conoscono? Sofia risponde così: ”Aiutiamo persone che non conosciamo, perché questa è la solidarietà!”. Giunti in Aula Vik mostriamo ai ragazzi il materiale informativo che gli insegnanti di Gaza distribuiscono ai loro alunni. Tra i nostri piccoli ospiti cala il silenzio. Si tratta di un opuscolo che spiega ai bambini Gazawi come riconoscere mine antiuomo, bombe inesplose e altri ordigni, affinché possano evitarli e non rischiare di ferirsi gravemente anche molto tempo dopo la fine di un bombardamento. Riccardo, con l’innocenza dei suoi anni, ci chiede se fabbricare bombe sia legale. La risposta purtroppo è un sì. Cala nuovamente il silenzio. Alice aggiunge un semplice, ma chiarissimo: ”Non è giusto!”

La mattinata si chiude con la visione di un video della missione riguardante il Sud Sudan nel 2006. In un’intervista, alcune persone che ricevono i pacchi famiglia affermano di non aver mai visto lo zucchero. Edoardo prova a far riflettere tutti:” Proviamo noi a stare anche solo una settimana senza dolci per vedere che effetto fa. Sarebbe difficilissimo” e poi conclude “ Aiutare gli altri è importante, è una cosa bella e magari un giorno potremmo avere bisogno di aiuto anche noi”.

Venerdì 19 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’ IC San Gottardo classe 2°A presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell'IC San Gottardo classe 3°A presso la sede di Music for Peace

Educatore: “Gaia tu cosa ne pensi del gioco che abbiamo svolto? Qualche opinione a riguardo?”
Gaia: “ Secondo me…” ... leggi tutto

Educatore:” Shhh fai silenzio. Tu non puoi parlare!”

Educatore: “E tu invece Leandro cosa ne pensi del gioco che abbiamo svolto? Qualche opinione a riguardo?”

Leandro: “ Io credo…”

Educatore:” Shhh fai silenzio. Neanche tu puoi parlare!”

I ragazzi della 2A della scuola Da Passano dell’ I.C. San Gottardo, ci guardano con aria interrogativa.

Non capiscono cosa stia accadendo. Yamin prova a chiedere la parola, ma anche lui viene zittito.

Divieto assoluto di parlare.

I loro punti interrogativi si tramutano in imbarazzo.

Fronti corrucciate.

L’irritazione inizia a montare.

E’ la conseguenza di un gioco di ruolo. Solo un gioco… qui a Genova, realtà quotidiana in molti paesi del mondo.

Spieghiamo agli studenti che, durante il gioco “In viaggio verso un nuovo continente” quando hanno scelto cosa gettare via per alleggerire il carico della nave in mare hanno gettato la carta del “Diritto di esprimere la propria opinione” (le carte rappresentano sia beni materiali, sia diritti umani).

I loro occhi si illuminano. Ora è tutto più chiaro. Hanno compreso di aver perso il diritto di esprimere la propria opinione.

La fretta di dover gettare le “carte” in mare per evitare di affondare, non ha dato il tempo di pensare sulla scelta.

A questo punto la riflessione è automatica: ogni diritto inalienabile è fondamentale, ma spesso vengono dati per scontati proprio perché fondamentali.

Alle 11:00 le porte di Music For Peace si aprono per accogliere la 3 A della stessa scuola.

Questi ragazzi e ragazze hanno partecipato anche negli anni precedenti, ma oggi rimangono tutti a bocca aperta per le migliorie che i volontari hanno apportato alla sede in questi dodici mesi.

Di tutte la più ambiziosa e importante è l’ Ambulatorio medico popolare. Questo importantissimo servizio sarà destinato alle famiglie che già mensilmente sosteniamo e anche a coloro che sono momentaneamente senza documenti.

Dividiamo la classe in due parti e diamo inizio alla visita. Un gruppo si dirige in Aula Vik per parlare di Diritti Umani,vedere i video delle missioni umanitarie svolte da Music For Peace e interagire con “In viaggio verso un nuovo continente”.

L’altra metà giunge in magazzino per confezionare il “pacco famiglia”.

Al termine del confezionamento chiediamo loro se conoscessero personalmente i destinatari di quel pacco.

Nessuno risponde. Nessuno tranne Wail : “Non importa chi siano. Sono in difficoltà. Questo basta”. Tutti restano in silenzio riflettendo sul pensiero del compagno. Il ragazzo conclude “ Spero di non trovarmi mai al loro posto. Se dovesse accadere vorrei che ci fosse qualcuno che pensasse a me”.

Cittadini del mondo.

Giovedì 18 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell’ Istituto professionale Duchessa di Galliera presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell'IC San Martino-Borgoratti presso la sede di Music for Peace

Quando la classe 2°S dell’ Istituto Superiore del Duchessa di Galliera arriva in magazzino, molte delle studentesse hanno il volto pensieroso. ... leggi tutto

Chiediamo quale fosse il motivo di tanto sconforto, Martina risponde che è stato particolarmente provante partecipare al gioco di ruolo in Aula Vik.Immedesimarsi in una persona costretta a vivere in modo svantaggiato, l’ha fatta riflettere su aspetti della sua vita a cui prima d’ora non aveva mai pensato. Poi conclude così: ”Da oggi ragionerò in modo diverso”. Il giro continua con la preparazione dei “pacchi famiglia” che in estate verranno portati in missione. Ma l’atmosfera è cambiata e si percepisce chiaramente. Mentre le ragazze ripongono con attenzione gli alimenti nella scatola, possiamo notare con grande piacere che i loro occhi sono vigili e concentrati. Stanno compiendo un gesto consapevole è questo vale più di tante parole. Prima di andare via Martina e Michela ci chiedono come si possa diventare volontarie e ci promettono che ci rivedremo molto presto.

Non credo potessimo chiedere di più.

Alle 11:00 invece è il turno della 3G e della 3H dell’ I.C. San Martino Borgoratti, i ragazzi si dimostrano subito entusiasti dell’associazione. La presentazione iniziale dura più del previsto. Le domande sono tantissime e noi siamo felici di spendere qualche minuto in più per cercare di soddisfare tutte le loro curiosità e i loro dubbi. Purtroppo però il tempo è tiranno e noi vogliamo mostrare ai ragazzi tutte le novità che quest’anno il progetto educativo è pronto ad offrire ai nostri piccoli ospiti. Durante la visita al Solidarbus gli allievi si soffermano con molta attenzione sulla mostra fotografica che riguarda la missione effettuata a Gaza nel 2017. I loro pensieri più intensi sono quelli dedicati ai loro coetanei. Più guardano le immagini e più scuotono la testa. Non riescono proprio a concepire come sia possibile, che dei ragazzi come loro siano a costretti ad avere un’ esistenza del genere. Prima di concludere il giro, ci chiedono il motivo per cui la guerra si accanisca proprio contro i bambini. La risposta, però, se la danno loro stessi, Lorenzo: ”Perché loro sono il futuro. I grandi lo sanno e quindi li colpiscono”. Giulia chiude così: “Noi siamo il futuro. Saremo noi la nuova generazione e noi potremo cambiare le cose”.

Cittadini del Mondo

Mercoledì 17 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti del Liceo Colombo presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell'IC Santa Margherita Ligure presso la sede di Music for Peace

Il Solidarscuola di oggi ci ha fatto incontrare due realtà molto diverse tra loro. Alle 8:45, puntuali come da manuale, sono arrivati i ragazzi e le ragazze della 3° DL del Liceo Colombo, mentre alle 11:00 la sede di Music for Peace si è riempita dell’entusiasmo degli studenti e delle studentesse della 3° B dell’IC Santa Margherita Ligure. ... leggi tutto

L’approccio con gli allievi del Liceo Colombo inizia con timidezza. Si ha l’impressione che più si cresca, più diventi difficile esternare i propri sentimenti. Si potrebbe confondere il loro distacco con il disinteresse, ma in poco tempo ci accorgiamo come questa conclusione risulti assolutamente sbagliata. Al sentir parlare di solidarietà, ci è sembrato che si mettessero sulla difensiva, come temendo qualcosa di pericoloso, di falso, un termine privo di significato, solo pieno di chiacchiere e parole che spesso non sono seguite da fatti concreti. L’atmosfera è cambiata radicalmente non appena ci siamo recati in magazzino a confezionare i “pacchi famiglia”. Il “muro” ha iniziato a sgretolarsi. Ci lasciamo con l’idea di attivare una raccolta nella loro scuola e di rivederci al Che Festival (la manifestazione regolata non da un biglietto in denaro ma da generi di prima necessità) che si terrà dall’1 al 10 Giugno. Prima di andare via tre ragazze tornano indietro e ci chiedono informazioni su come si faccia a diventare volontari.

Alle 11:00 arriva la scuola media V. G. Rossi dell’I.C. Santa Margherita Lugure. In aula Vik, durante l’intervento riguardante i diritti umani, stoppiamo il video riguardante la distribuzione dei generi di prima necessità effettuata in Sud Sudan nel 2006. Accendiamo le luci. I visi dei ragazzi sono diventati serissimi. Chi ha il mento chino al petto, chi ha gli occhi lucidi, chi è perso tra i suoi pensieri. Rompe il silenzio Stefano della 3B dell’I.C. Santa Margherita Ligure: “E’ inconcepibile che al mondo esistano certe differenze. E’ ingiusto! Noi siamo fortunati anche solo per avere la possibilità di fare una semplice passeggiata ed essere circondati da tanta bellezza che a volte non siamo nemmeno in grado di apprezzare”. Difficile aggiungere altro ad una riflessione così profonda e straordinariamente matura. Decidiamo di non proferire parola. Sono gli studenti a parlare. Ognuno esprime il suo pensiero e tutti sarebbero da incorniciare. Cecilia chiude. “Tra i diritti umani dovrebbe esisterne uno particolare. Un diritto chiamato Felicità”.

Non possiamo che essere fiduciosi. Se queste saranno le nuove generazioni, la speranza che domani sia un giorno migliore diventa più concreta.

Cittadini del Mondo

Martedì 16 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell'IC San Gottardo Scuola Media Da Passano classe 2° B presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell'IC San Gottardo Scuola Media Da Passano classe 2° B presso la sede di Music for Peace
Ore 14:00 appuntamento con gli studenti del Lice Gobetti classe 2°ALES presso la sede di Music for Peace

Giornata piena. La sede ha ospitato nella mattina i ragazzi della 2B e 3B dell’I.C. San Gottardo, e nel pomeriggio gli studenti della 4ª A LES del Liceo Gobetti. ... leggi tutto

Età differenti e diverse riflessioni. Il filo conduttore degli studenti è invece unico: la sensibilità.

L’attenzione è sempre stata alta. Facce sveglie e curiose.

Ciò che sempre colpisce i ragazzi sono le situazioni che i volontari documentano durante gli interventi di emergenza e di cooperazione.

Gli alunni della 3B dimostrano molto interesse verso le missioni che Music for Peace ha svolto negli anni e in particolare Emanuele pone tantissimi quesiti a riguardo: ”Quando partite? Quanto tempo dura una missione? Quanti container partiranno quest’anno?”. È davvero difficile dare delle risposte e accontentare i curiosi. Trattandosi di paesi caratterizzati da guerra non è possibile avere la certezza sulle date e sulla durata.

Nonostante non sia prevedibile calcolare le variabili, per ciò che verrà consegnato famiglia per famiglia, tenda per tenda, invece la responsabilità è collettiva.

Questo spunto offre la via per una profonda riflessione.

La quantità di container che partirà per la prossima missione dipenderà da quanto materiale Music for Peace riuscirà a raccogliere.

Saranno fondamentali la generosità e il coinvolgimento dei cittadini durante l’arco dell’anno, le raccolte che ogni sabato i volontari svolgono davanti ai supermercati, il biglietto d’ingresso del Che Festival: generi di prima necessità. Inoltre sarà insostituibile la collaborazione offerta dagli studenti che con responsabilità attiveranno le raccolte presso i loro istituti.

Ogni giorno emergono domande su una figura molto cara a Music for Peace: Vittorio Arrigoni. Soprattutto i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori rimangono colpiti dall’impegno che egli ha portato avanti nel corso della sua vita. Un ragazzo come tanti che ha dedicato tutto per difendere la democrazia, la conoscenza e l’informazione. Nello stesso momento sovviene alla mente di tutti anche un altro ragazzo… Giulio Regeni.

Una lunga giornata termina.

I ragazzi delle superiori salutano e tornano verso casa.

Francesca, del Liceo Gobetti, decide però di fermarsi, insieme ad altre tre compagne, per caricare i pacchi famiglia all’interno del container. Coesione, cooperazione, unione.

Cittadini del Mondo

Lunedì 15 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell'IC Cornigliano Scuola primaria Don Bosco classi 2° e 3°presso la sede di Music for Peace
Ore 10:45 appuntamento con gli studenti dell'IC Cornigliano Scuola primaria Don Bosco classi 4° e 5° presso la sede di Music for Peace

Non pensavo che aiutare gli altri mi facesse sentire così bene!”. ... leggi tutto

Basterebbe questa riflessione espressa da Francesco per riassumere l’energia che i ragazzi dell’ I.C. Cornigliano Scuola Don Bosco ci hanno portato oggi in dono.

La giornata è stata dedicata interamente al loro istituto coinvolgendo tutte le classi dalla 2° alla 5°.

Qualcuno di loro era già stato in visita a Music For Peace, per esempio Marco, che quindi ci ha aiutato a spiegare ai suoi compagni quali fossero i generi di prima necessità che raccogliamo in associazione.

Un fattore che colpisce i ragazzi in modo particolare è che non abbandoniamo mai il carico ma che lo consegniamo personalmente. Qualcuno propone una metafora più che adeguata: “Come fanno i postini” dicono.

La mattinata prosegue in Aula Vik, dove gli studenti attraverso il gioco hanno la possibilità di giocare e contemporaneamente di riflettere sui diritti umani. In un ipotetico viaggio verso un nuovo mondo, in un momento di difficoltà i ragazzi sono costretti loro malgrado a doversi liberare di alcune carte che rappresentano dei diritti o dei bisogni.

Un gruppo decide di liberarsi della carta “Diritto al gioco e al riposo” e quella del “Diritto ad avere una famiglia”.

Alla fine del gioco però tutti si rendono conto che le loro decisioni non erano state opportune. “Tutti dovrebbero avere una famiglia” esclama qualcuno, “Tutti i bambini hanno il diritto di giocare e divertirsi” aggiunge un altro.

Ci rechiamo dai container per caricare i “pacchi famiglia”. “Quanti ne può contenere?”, ”Come fate a metterli così ordinati?”, “Quanto tempo impiegate a riempirne uno?” chiedono. È proprio in quel momento, poco prima di andare via e di lasciarci con una foto ricordo tutti assieme, che Francesco esterna davanti a tutti la classe il suo pensiero sulla giornata appena trascorsa e con la quale abbiamo deciso di iniziare questo diario: ”Non pensavo che aiutare gli altri mi facesse sentire così bene!”.

Cittadini del Mondo

Venerdì 12 Gennaio 2018

Ore 08:45 appuntamento con gli studenti dell'IC Certosa Scuola primaria Ariosto presso la sede di Music for Peace

Le emozioni che ci hanno regalato oggi i piccoli ospiti della classe 5C del I.C. Certosa sono state magnifiche. Che sarebbe stata una giornata ricca di amore incondizionato come solo i bambini sanno donare, è stato subito chiaro. ... leggi tutto

Durante la presentazione iniziale, noi educatori abbiamo dovuto trattenere più volte le lacrime. Infatti, quando abbiamo chiesto quali fossero i generi di prima necessità raccolti dall’associazione, oltre ad elencarli correttamente (medicine, alimentari, giocattoli, didattica, materiale per l’igiene personale), Alessio ha chiesto: “Raccogliete anche delle famiglie? Magari per chi non ne ha una o per chi l’ha persa a causa delle bombe?”. La domanda, nella sua ingenuità e semplicità, ci ha spiazzati e inteneriti. Allo stesso tempo, ha posto le basi per ulteriori, formative, riflessioni. Sofia invece ha proposto di aggiungere alla lista il genere “Felicità”, perché tutti ne abbiamo tanto bisogno. Alla domanda: “Perché Music For Peace non raccoglie denaro?” Chiara ha risposto: “E’ più importante il gesto, è più bello che siano le persone a donare direttamente dalle loro mani”. Terminata la parte “teorica” del Progetto, ci siamo recati in magazzino. Tutti i bambini avevano portato un piccolo dono da inscatolare, tranne Davide, che, avendo avuto un contrattempo in mattinata, si è scusato per non aver avuto la possibilità di portare nulla. Spieghiamo che il fatto di averci pensato è importante, che più ancora del valore materiale è il valore morale a fare al differenza. Dopo qualche secondo, lo vediamo tornare verso di noi con i suoi pastelli in mano. “Vanno bene? Li ho tolti dal mio astuccio” chiede. La mattinata termina con le parole di Jonatan, che, guardando le immagini dei carri armati ripresi dallo staff di missione nel 2006 in Sud Sudan, conclude che sarebbe meglio, per quei bambini, avere accanto dei giochi e non delle armi così grandi e pericolose.

Cittadini del Mondo

Giovedì 11 Gennaio 2018

Ore 10:00 appuntamento con gli studenti dell'Istituto Superiore Emilian presso la sede di Music for Peace

Oggi la mattinata è iniziata in modo particolare. In concomitanza con l’arrivo dei ragazzi della 1 Liceo Emiliani di Genova, arrivano in sede anche i container, che saranno utilizzati per portare in missione tutti i generi di prima necessità che raccoglieremo durante l’anno. ... leggi tutto

Ovviamente questo avvenimento ha scaturito tra i ragazzi molta curiosità, facendo emergere alcune domande sulla missione. “Quanti container partiranno?”, “Quanti pacchi famiglia possono contenere?”, “Quanto pesano?” , “Quanto dura la missione?”.

La giornata è proseguita con la visita del magazzino. Gli studenti avevano già deciso di portare con sé del materiale. Nello specifico: alimenti e materiale didattico. Quindi abbiamo preparato insieme i “pacchi famiglia”, trasferendo direttamente dai loro zaini ciò che avevano deciso di donare. Al termine, i ragazzi e le ragazze del Liceo Emiliani hanno voluto rendere la loro azione ancora più significativa scrivendo sulla scatola un messaggio di pace e solidarietà, chi tramite un disegno, chi tramite una dedica, chi con una frase in inglese.La giornata si è conclusa in Aula Vik per il gioco di ruolo “Un passo in avanti” e l’approfondimento sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Tra tutti, Angel ed Emanuele si confrontano maggiormente. Si scoprono a paragonare le vite dei personaggi che, per sorte, all’interno del gioco, si ritrovano a dover impersonare: due ruoli molto differenti, due condizioni di vita diametralmente opposte. I loro personaggi avevano gli stessi sogni, ma i risultati che hanno ottenuto sono stati completamente diversi. “Se non si hanno gli stessi diritti, è difficile raggiungere gli stessi obiettivi” conclude Angel. Shaula si lascia andare ad un’affermazione scoraggiata. “Cambiare la società è impossibile” dichiara. Poi, dopo qualche secondo, aggiunge: “Cambiare è difficilissimo, ma forse non proprio impossibile”.

Questo pensiero ci lascia la convinzione che la strada che stiamo perseguendo sia quella corretta. Tortuosa, sconnessa e difficile, ma siamo convinti che sia quella giusta.

Cittadini del Mondo

Mercoledì 10 Gennaio 2018

10:00 appuntamento con gli studenti della classe 3°F dell’ IC Avegno-Camogli-Recco-Uscio presso la sede di Music for Peace

Il terzo giorno del progetto Solidarscuola 2018 inizia all'insegna di un cielo cupo ma almeno privo pioggia. Oggi a farci visita sono venuti gli studenti della 3F I.C. Avegno-Camogli-Recco-Uscio. Nessuno dei diciannove ragazzi che incontriamo oggi è mai stato prima da Music For Peace. ... leggi tutto

Dopo un breve momento di timidezza iniziale, i giovani ospiti si sciolgono e dimostrano grande interesse per tutte le attività proposte. Il particolare che suscita più interesse è il modus operandi dell'associazione: qui non si raccoglie denaro dal privato cittadino, ma generi di prima necessità da ridistribuire. Il motivo? La solidarietà, a nostro avviso, non può essere un gesto passivo, ma deve essere un’azione consapevole e partecipata. Durante la visita, un piccolo inconveniente ci dà lo spunto per iniziare una riflessione di grande importanza. Mentre ci accingiamo a salire sul Solidarbus, la mostra fotografica itinerante sulla Striscia di Gaza, viene a mancare la corrente elettrica. Anche se solo per qualche minuto, viviamo un disagio che molte persone sono costrette a patire per tutta la vita. In Striscia di Gaza, ad esempio, l’elettricità è disponibile solo tre ore al giorno e la vita è estremamente dura anche per questa ragione. La visita continua tra la preparazione dei “pacchi famiglia” in magazzino e un gioco di ruolo in Aula Vik. Anche in questa occasione gli spunti di riflessione dei ragazzi sono sempre molto toccanti. Dopo aver giocato a “Navigando verso un nuovo continente” e aver osservato qualche video riguardante le missioni di Music For Peace, ci soffermiamo sull'importanza dei diritti umani, con particolare attenzione al diritto alla vita. Sebastiano legge ai suoi compagni l'articolo 3 dei diritti umani: “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona”. Licia invece, pone l'accento sul fatto che affinchè la dichiarazione universale abbia valore, ognuno di noi deve fare del suo meglio per farla rispettare.

Martedì 9 Gennaio 2018

8:45 appuntamento con gli studenti della classe 4°D del Liceo G.D. Cassini presso la sede di Music for Peace

Oggi a farci visita sono i ragazzi della 4D del Liceo Cassini di Genova. Nonostante la pioggia battente, l’entusiasmo dei ragazzi travolge la sede sin dal loro arrivo. ... leggi tutto

Li accogliamo all’interno dello spazio che durante il Che Festival è adibito a Palco concerti. Un ragazzo ricorda ai suoi compagni di essere già stato a Music for Peace, precisamente al Che Festival edizione 2017, era venuto a sentire il padre esibirsi in un coro l’anno precedente. Dopo una breve presentazione, diamo inizio alle attività della giornata. I ragazzi e le ragazze di oggi hanno tra i diciassette e i diciotto anni, un’età fondamentale del loro processo di crescita. Proprio per questo decidiamo di stabilire con loro un contatto più approfondito e formativo. In magazzino, organizziamo delle squadre operative con le quali studiamo e prepariamo i “pacchi famiglia”, vale a dire le scatole contenenti i generi alimentare che partiranno per la missione di cooperazione internazionale. In Aula Vik, invece, approfondiamo gli aspetti legati ai casi di privazione dei Diritti Umani nel Mondo. I ragazzi dimostrano grande interesse e partecipazione. Come sempre, sono le attività pratiche a colpire maggiormente nel segno. Introduciamo un gioco di ruolo adatto all’età dei ragazzi. Carlotta, che deve rappresentare un personaggio dalla vita agiata, ammette di provare un piccolo disagio e di desiderare di cedere qualcosa in favore di alcuni suoi compagni, che nel gioco vestono i panni di figure più svantaggiate.

Umberto, invece, forse preso da un po’ di scoramento, sostiene che sia impossibile cambiare l’ordine delle cose e garantire un futuro più equo per tutti. Questo pensiero genera un accalorato scambio di opinioni tra i ragazzi. Alla fine, emerge in tutti la convinzione che il futuro dipenda anche dalle piccole azioni di ognuno noi. Convinti di questo, decidiamo insieme di iniziare da un piccolo, ma importante gesto: l’attivazione di un punto raccolta di generi di prima necessità all’interno della scuola! Li salutiamo con una bella foto di gruppo, siamo certi che rivedremo presto questi ragazzi.

Cittadini del Mondo.

Lunedì 8 Gennaio 2018

8:45 appuntamento con gli studenti delle classe 1° della scuola secondaria di primo grado A. Volta (Cornigliano) presso la sede di Music for Peace.

Con l'inizio del nuovo anno diamo il via al Progetto Solidarbus 2018. Iniziamo con l'attività più importante: il Solidarscuola. Volto a sensibilizzare le nuove generazioni alla Mondialità, ai Diritti Umani e all'Educazione Civica, è condizione essenziale per ogni azione di solidarietà concreta. ... leggi tutto

Per questo, oggi iniziamo incontrando trenta ragazzi e ragazze della scuola A. Volta. Hanno 11 anni circa, li accogliamo nella nostra sede e mostriamo loro cosa sia possibile realizzare con l'utilizzo di materiali di riciclo. Li conduciamo, stanza dopo stanza, a scoprire come sia stato possibile riqualificare spazi abbandonati grazie alla pratica del riuso di materiali dismessi: magazzino per lo stoccaggio dei generi di prima necessità, aule studio, spazi ricreativi, un ambulatorio medico popolare per ragazzi senza documenti e famiglie indigenti del territorio. I temi del rispetto dell'Ambiente, del riciclo e del consumo consapevole, che affrontiamo attraverso un “viaggio” all'interno del compound, ci conducono naturalmente a parlare di Solidarietà e Diritti Umani. In Aula Vik, chiediamo ai ragazzi di riflettere su cosa voglia dire essere privi, o privati, dei propri diritti. Bastano pochi minuti, un semplice gioco di ruolo e… “No, non è possibile rinunciare ad altro. Mi butterei in mare io!” esclama Samuele. Invece, mostriamo cosa si può fare, cosa ognuno di noi può realizzare per cercare di cambiare ciò che non ci piace. Andiamo in magazzino e confezioniamo insieme il materiale che andrà distribuito a chi ne ha necessità. Sul territorio ligure, oltre confine, non importa dove. Importa invece il come. Con rispetto e dignità, è la risposta che troviamo insieme.

Chiudiamo la prima giornata con un pensiero di una piccola studentessa, che, osservando la mostra fotografica riguardante l'ultima missione in Striscia di Gaza, afferma: “Non dovrebbero esserci discriminazioni. Anche se siamo diversi, abbiamo tutti una cosa in comune, il fatto di essere esseri umani”.

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